Assi­cu­ra­zio­ni sociali

Come ven­go sup­por­ta­to finanziariamente?

Chi è affet­to da lupus si tro­va improv­vi­sa­men­te ad ave­re diver­se assi­cu­ra­zio­ni socia­li come inter­lo­cu­to­ri. Que­sti inter­lo­cu­to­ri sono l’as­si­cu­ra­zio­ne malat­tia obbli­ga­to­ria, l’as­si­cu­ra­zio­ne malat­tia pri­va­ta volon­ta­ria, l’as­si­cu­ra­zio­ne inden­ni­tà gior­na­lie­ra del dato­re di lavo­ro, l’as­si­cu­ra­zio­ne inva­li­di­tà e la cas­sa pensione. 

Se l’as­si­cu­ra­zio­ne malat­tia copra i costi di malat­tia e tera­pia o se l’as­si­cu­ra­zio­ne inva­li­di­tà copra una per­di­ta di sala­rio, dipen­de da diver­si fat­to­ri. Infor­ma­ti per tem­po a que­sto pro­po­si­to. Fat­ti con­si­glia­re in caso di dubbi. 

Assi­cu­ra­zio­ne malattia

La leg­ge sul­l’as­si­cu­ra­zio­ne malat­tia e le rela­ti­ve ordi­nan­ze defi­ni­sco­no le con­di­zio­ni quadro

La leg­ge sul­l’as­si­cu­ra­zio­ne malat­tia e le rela­ti­ve ordi­nan­ze defi­ni­sco­no le pre­sta­zio­ni e le loro con­di­zio­ni per la coper­tu­ra dei costi da par­te del­l’as­si­cu­ra­zio­ne malat­tia. In linea di prin­ci­pio, la coper­tu­ra dei costi è garan­ti­ta. Que­sta coper­tu­ra è sog­get­ta a diver­se condizioni. 

Far­ma­ci non riconosciuti

La coper­tu­ra dei costi straor­di­na­ri dei far­ma­ci non elen­ca­ti nel­la cosid­det­ta lista del­le spe­cia­li­tà del­la leg­ge sul­l’as­si­cu­ra­zio­ne malat­tia vie­ne valu­ta­ta secon­do i seguen­ti criteri:

Que­sta pro­ce­du­ra fa sì che alcu­ne assi­cu­ra­zio­ni malat­tia copra­no i costi dei far­ma­ci, men­tre altre li rifiu­ta­no. È quin­di con­si­glia­bi­le, per i far­ma­ci più recen­ti e soprat­tut­to per quel­li costo­si, richie­de­re pre­ven­ti­va­men­te un’au­to­riz­za­zio­ne di costo all’as­si­cu­ra­zio­ne malat­tia. Chia­ri­sci que­sto aspet­to con i tuoi reu­ma­to­lo­gi curanti. 

Alcu­ne tera­pie, come la fisio­te­ra­pia e l’er­go­te­ra­pia, sono coper­te dal­l’as­si­cu­ra­zio­ne malat­tia obbli­ga­to­ria nel­l’am­bi­to del­la legge.

Per le assi­cu­ra­zio­ni malat­tia pri­va­te, dipen­de dal con­trat­to assi­cu­ra­ti­vo e dal­la poliz­za. La coper­tu­ra di que­ste tera­pie da par­te del­le assi­cu­ra­zio­ni malat­tia vie­ne gesti­ta in modo diverso. 

Pre­sen­ta un ricor­so ben moti­va­to in caso di rifiu­to del­la coper­tu­ra dei costi. Fal­lo pre­fe­ri­bil­men­te diret­ta­men­te pres­so la sede cen­tra­le del­l’as­si­cu­ra­zio­ne malat­tia. Spes­so avrai suc­ces­so. Que­sto richie­de però mol­ta ener­gia. For­se qual­cu­no del tuo ambien­te più vici­no può soste­ner­ti. Un cen­tro di con­su­len­za può soste­ner­ti. L’uf­fi­cio del media­to­re del­l’as­si­cu­ra­zio­ne malat­tia può soste­ner­ti. Altri­men­ti anche l’in­tel­li­gen­za arti­fi­cia­le può esse­re uti­le per for­mu­la­re un ricorso. 

Assi­cu­ra­zio­ne inva­li­di­tà (AI)

Il pre­sup­po­sto per una pre­sta­zio­ne di ren­di­ta del­l’as­si­cu­ra­zio­ne inva­li­di­tà è un’in­ca­pa­ci­tà di gua­da­gno a segui­to di un dan­no alla salu­te ogget­ti­va­bi­le e dolo­ri ogget­ti­va­men­te insuperabili.

Le pre­sta­zio­ni del­l’as­si­cu­ra­zio­ne inva­li­di­tà comprendono:

Qua­li pre­sta­zio­ni copre l’AI?

L’as­si­cu­ra­zio­ne inva­li­di­tà segue il prin­ci­pio inte­gra­zio­ne pri­ma o al posto del­la ren­di­ta. Ciò signi­fi­ca che le ren­di­te del­l’as­si­cu­ra­zio­ne inva­li­di­tà ven­go­no paga­te solo se le misu­re d’in­te­gra­zio­ne non rag­giun­go­no il loro obiet­ti­vo o lo rag­giun­go­no solo par­zial­men­te. Inol­tre, si appli­ca­no le seguen­ti regole. 

Da nota­re quan­to segue. Un dirit­to alla ren­di­ta nasce al più pre­sto sei mesi dopo la regi­stra­zio­ne pres­so l’as­si­cu­ra­zio­ne inva­li­di­tà. Pre­sup­po­sto è un perio­do di atte­sa di un anno con un’in­ca­pa­ci­tà lavo­ra­ti­va media di alme­no il 40%. 

Ridu­zio­ne del­l’o­ra­rio di lavoro

In caso di ridu­zio­ne del­l’o­ra­rio di lavo­ro, il refer­to di spe­cia­li­sti è obbligatorio.

Non appe­na sem­bra che una ridu­zio­ne per­ma­nen­te del cari­co di lavo­ro o un posto di lavo­ro con retri­bu­zio­ne infe­rio­re sia immi­nen­te a cau­sa del­la malat­tia di lupus, que­sta ridu­zio­ne deve esse­re docu­men­ta­ta per iscrit­to e tem­pe­sti­va­men­te da spe­cia­li­sti di lupus, tenen­do con­to dei seguen­ti cri­te­ri, e pre­sen­ta­ta all’as­si­cu­ra­zio­ne invalidità.

Una tale con­fer­ma è impor­tan­te anche quan­do le per­di­te non dan­no anco­ra dirit­to a una pre­sta­zio­ne di ren­di­ta del­l’as­si­cu­ra­zio­ne invalidità.

Coin­vol­gi l’assi­cu­ra­zio­ne inva­li­di­tà ben docu­men­ta­ta e in modo pro­fes­sio­na­le tem­pe­sti­va­men­te, se vedi che minac­cia una limi­ta­zio­ne a lun­go ter­mi­ne sul posto di lavoro.

Ogni livel­lo di ridu­zio­ne deve esse­re docu­men­ta­to sin­go­lar­men­te dai medi­ci curan­ti, ad esempio:

01.04.2025 – 30.06.2025 dal 100% al 70%;

dal 01.07.2025 dal 70% al 40%, ecc.

La docu­men­ta­zio­ne deve con­te­ne­re il refer­to det­ta­glia­to di medi­ci spe­cia­li­sti per il lupus. I medi­ci di fami­glia non sono sufficienti 

Que­sto refer­to deve sta­bi­li­re espres­sa­men­te che l’in­ca­pa­ci­tà di gua­da­gno par­zia­le o tota­le è la con­se­guen­za di un dan­no alla salu­te ogget­ti­va­bi­le e di dolo­ri ogget­ti­va­men­te insu­pe­ra­bi­li.

Vale la pena pro­cu­rar­si ana­li­si aggiun­ti­ve per dimo­strar­lo. Un esem­pio di ana­li­si aggiun­ti­va è una riso­nan­za magnetica.

Il dan­no alla salu­te non deve esse­re la con­se­guen­za di fat­to­ri psi­co­so­cia­li. Esem­pi di que­sti fat­to­ri sono disoc­cu­pa­zio­ne, back­ground cul­tu­ra­le, man­can­za di istru­zio­ne o pro­ble­mi relazionali.

I medi­ci devo­no uti­liz­za­re ter­mi­ni chia­ri nel rap­por­to. Le for­mu­la­zio­ni vaghe devo­no esse­re evitate. 

Poi­ché il lupus alme­no fino­ra non è cura­bi­le e quin­di i dolo­ri cro­ni­ci esi­sto­no pra­ti­ca­men­te per tut­ta la vita, deve risul­ta­re chia­ra­men­te che la ridu­zio­ne del cari­co di lavo­ro sarà per­ma­nen­te.

Se una richie­sta AI è sta­ta pre­ce­den­te­men­te respinta.

In mol­ti casi è sta­ta pre­sa una vol­ta una deci­sio­ne insod­di­sfa­cen­te del­l’as­si­cu­ra­zio­ne inva­li­di­tà.

Si deve quin­di pre­sen­ta­re una nuo­va richie­sta all’as­si­cu­ra­zio­ne inva­li­di­tà oppu­re no? Da ana­liz­za­re sono i seguen­ti punti: 

Pre­sen­ta­re ricorso

È sem­pre van­tag­gio­so pre­sen­ta­re ricor­so diret­ta­men­te dopo una pre­de­ci­sio­ne o deci­sio­ne nega­ti­va del­l’as­si­cu­ra­zio­ne invalidità.

Se una deci­sio­ne del­l’as­si­cu­ra­zio­ne inva­li­di­tà è sta­ta accet­ta­ta, modi­fi­car­la, se del caso, richie­de mol­to sfor­zo. È meglio chie­de­re con­si­glio a un cen­tro di con­su­len­za per la pro­ce­du­ra corretta. 

Ulte­rio­ri infor­ma­zio­ni sull’AI:

Ser­vi­zio socia­le in ospedale

in caso di ospedalizzazione

Ulte­rio­ri informazioni

La Lega con­tro il can­cro offre con la gui­da “Malat­tia cro­ni­ca – cosa offro­no le assi­cu­ra­zio­ni socia­li?” spie­ga­zio­ni ed esem­pi com­ple­men­ta­ri.

La gui­da può esse­re ordi­na­ta come ver­sio­ne stam­pa­ta o sca­ri­ca­ta gra­tui­ta­men­te come PDF.

Inol­tre, fac­cia­mo rife­ri­men­to al libro «Malat­tia o infor­tu­nio – come pro­ce­de­re nel lavo­ro» del­l’e­di­zio­ne Beobachter.

Tri­bu­na­le federale

Il Tri­bu­na­le fede­ra­le ha modi­fi­ca­to la giu­ri­spru­den­za nel 2015 per i distur­bi psi­co­so­ma­ti­ci e la ren­di­ta del­l’as­si­cu­ra­zio­ne invalidità.

Il Tri­bu­na­le fede­ra­le modi­fi­ca la sua pras­si per la valu­ta­zio­ne del dirit­to a una ren­di­ta d’in­va­li­di­tà a cau­sa di distur­bi soma­to­for­mi del dolo­re e distur­bi psi­co­so­ma­ti­ci com­pa­ra­bi­li. La pre­sun­zio­ne fino­ra vali­da vie­ne abban­do­na­ta. Que­sta affer­ma­va che tali distur­bi sono di rego­la supe­ra­bi­li con uno sfor­zo di volon­tà ragio­ne­vo­le. In futu­ro, la capa­ci­tà di ren­di­men­to effet­ti­va del­le per­so­ne inte­res­sa­te deve esse­re valu­ta­ta in una pro­ce­du­ra pro­ba­to­ria strut­tu­ra­ta, in modo aper­to al risul­ta­to e ade­gua­to al sin­go­lo caso. 

Bar­rie­ra con­tro ulte­rio­ri richie­ste all’as­si­cu­ra­zio­ne invalidità

Pre­ci­sa­zio­ne del­la giu­ri­spru­den­za sui distur­bi sen­za cau­sa organica.

Le per­so­ne con distur­bi psi­co­so­ma­ti­ci le cui richie­ste sono già sta­te respin­te non pos­so­no ripre­sen­ta­re doman­da all’as­si­cu­ra­zio­ne inva­li­di­tà. Il Tri­bu­na­le fede­ra­le sem­bra cer­ca­re di limi­ta­re le con­se­guen­ze del­la pras­si recen­te­men­te modificata. 

Con la sen­ten­za sopra cita­ta del giu­gno 2015, il Tri­bu­na­le fede­ra­le ha improv­vi­sa­men­te abban­do­na­to la sua riser­va­tez­za impo­sta dal 2004. Inve­ce di con­ti­nua­re a pre­su­me­re che gli assi­cu­ra­ti pos­sa­no gesti­re auto­no­ma­men­te il loro pro­ble­ma non spie­ga­bi­le medi­cal­men­te con buo­na volon­tà, ora la capa­ci­tà di ren­di­men­to effet­ti­va deve esse­re chia­ri­ta in modo aper­to al risultato.
In una nuo­va sen­ten­za, pub­bli­ca­ta nel novem­bre 2015, il Tri­bu­na­le fede­ra­le adot­ta ora toni leg­ger­men­te diver­si. Qua­si si potreb­be ave­re l’im­pres­sio­ne che si pen­ta già del suo recen­te cam­bio di rot­ta e cer­chi a poste­rio­ri di limi­tar­ne le con­se­guen­ze. Così, sta­bi­li­sce che la giu­ri­spru­den­za modi­fi­ca­ta è appli­ca­bi­le solo ai nuo­vi casi, non a quel­li già deci­si.
Il Tri­bu­na­le fede­ra­le ammet­te­rà una nuo­va doman­da per un caso deci­so con for­za di leg­ge, che riguar­da un distur­bo psi­co­so­ma­ti­co, solo se lo sta­to di salu­te e la capa­ci­tà lavo­ra­ti­va del­la per­so­na inte­res­sa­ta sono effet­ti­va­men­te cam­bia­ti nel frattempo.